Perequazione delle pensioni, cos'è e come funziona

In queste settimane si sente parlare molto di Perequazione delle pensioni, termine di difficile comprensione.
Nella realtà con “perequazione della pensione” si intende il meccanismo che consente di rivalutare gli importi dei trattamenti pensionistici, previdenziali ed assistenziali, sulla base dell’inflazione, per adeguarle al costo della vita rilevato dall’ISTAT.
Dati utili
Nella nostra società, dove la qualità dei servizi e delle cure mediche ha portato a un’aspettativa di vita di 77 anni per gli uomini e quasi 83 per le donne e considerando il quasi traguardo di un milione di abitanti over 90, la perequazione delle pensioni permette di garantire nel tempo il principio di adeguatezza degli assegni pensionistici (art. 38 della nostra Costituzione) mettendoli, in parte, al riparo dal deterioramento del loro potere d’acquisto causato dall’erosione inflattiva.
Di seguito le informazioni utili per comprendere su come si calcola, a quali trattamenti si applica e in che misura questo strumento aiuti le pensionate e i pensionati italiani.
Cos’è la perequazione e a chi si applica
’INPS definisce la perequazione nel suo significato:
“Rivalutazione annuale degli importi dei trattamenti pensionistici per adeguarli al costo della vita.”
Sempre l’Istituto Previdenziale specifica che la perequazione della pensione si applica a tutti i trattamenti pensionistici erogati dalla previdenza pubblica, ivi comprese:
Pensioni di reversibilità
Pensioni indirette
Pensioni integrative
Le caratteristiche della perequazione delle pensioni:
nessuna lavoratrice e nessun lavoratore può restare escluso da questa formula di garanzia sociale, l’unica che permette alla pensione di continuare a consentire condizioni di vita almeno sufficienti ai suoi fruitori.
altra caratteristica è la sua periodicità: il calcolo della perequazione della pensione avviene spontaneamente su base percentuale ogni 1 di gennaio, tanto che si è soliti riferirsi al meccanismo come “perequazione automatica”.
Nella GU n. 271 del 19 novembre 2022 è stato pubblicato il Decreto 10 novembre 2022 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che stabilisce la “Perequazione automatica delle pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2023, nonché il valore della percentuale di variazione – anno 2022 e valore definitivo della percentuale di variazione – anno 2021”.
Alla luce di quanto disposto dal Decreto interministeriale, l’indice FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, senza tabacchi) per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2022 è determinato, in via previsionale, nella misura pari a +7,3% dal 1° gennaio 2023, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo.
Diversamente, la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2021 è determinata in misura pari a +1,9 dal 1° gennaio 2022. Al riguardo, ricordiamo che, per effetto dell’art. 21 del Decreto Aiuti bis, i trattamenti pensionistici, previdenziali ed assistenziali, sono stati assoggettati ad operazione di conguaglio dello 0,2% a titolo di differenza di perequazione tra indice definitivo e provvisorio (1,9% – 1,7%), anticipato al mese di novembre rispetto al 1° gennaio.
Segnaliamo che il disegno di legge di bilancio 2023 prevede novità significative per le pensioni e sarà nostra cura seguirne l’evoluzione e le informazioni definitive.


Fonte: pensionati.cisl.it

 

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