Pensione anticipata, come uscire dal lavoro con Opzione donna 2023

Guida: come andare in pensione

 

Introdotta in via sperimentale dalla L. 243/2004 e prorogata nel corso degli anni, pensione anticipata “Opzione Donna” riconosce sia alle lavoratrici dipendenti (pubbliche e private) che alle autonome, la facoltà di anticipare, a domanda, il pensionamento con requisiti anagrafici più favorevoli rispetto a quelli in vigore, a condizione che optino per la liquidazione della pensione con le regole di calcolo del sistema contributivo, rinunciando all’eventuale calcolo di una quota di pensione – per le anzianità fino al 31.12.1995- con il sistema retributivo.

Ultima legge di Bilancio: le novità

La legge di Bilancio per l’anno 2023, nel prorogare di un anno la sperimentazione, ha introdotto per le lavoratrici nuovi e più stringenti requisiti di accesso, da perfezionarsi entro il 31 dicembre 2022, fermo restando che il trattamento pensionistico potrà essere conseguito anche successivamente alla prima decorrenza utile.

Ricordiamo che le lavoratrici che hanno perfezionato, entro il 31 dicembre 2022, i requisiti di età (almeno 58 anni se dipendenti o 59 anni se autonome) e di contribuzione (almeno 35 anni) possono accedere ad Opzione Donna in base alla precedente e più favorevole normativa.

Destinatarie

La facoltà di presentare domanda di pensione anticipata “Opzione Donna” è riconosciuta alle lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria, ed ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi (dipendenti del settore privato; pubblico impiego e lavoratrici autonome), in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995.

La facoltà di Opzione non è invece esercitabile dalle lavoratrici iscritte alla Gestione separata o che, comunque, intendano utilizzare la contribuzione presente in tale gestione per perfezionare il requisito contributivo di 35 anni.

Requisiti anagrafici

Tra le novità di quest’anno, vi è l’innalzamento dell’età anagrafica per accedere a pensione anticipata Opzione Donna: il requisito anagrafico è stato infatti portato a 60 anni per tutte le lavoratrici (dipendenti ed autonome), rispetto ai 58 anni per le dipendenti e 59 anni per le autonome previsti dalla precedente normativa. Il requisito dei 60 anni di età può essere ridotto di un anno per ogni figlio, nel limite massimo di due anni, scendendo fino a 58 anni sia per le lavoratrici dipendenti che per le autonome. Per le lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese in crisi il requisito anagrafico richiesto è di 58 anni a prescindere dal numero di figli.

Requisiti contributivi

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione (obbligatoria, da riscatto e/o da ricongiunzione, volontaria, figurativa), al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

Non è possibile utilizzare il cumulo dei periodi assicurativi al fine di raggiungere il requisito contributivo richiesto; in presenza di carriere in gestioni diverse occorre quindi necessariamente effettuare una ricongiunzione ai sensi della legge n. 29/79 o n. 45/90.

Requisiti soggettivi:

La Legge di Bilancio per l’anno 2023 ha introdotto, tra le novità, significative limitazioni nell’accesso a pensione anticipata “Opzione donna”, stabilendo che tutte le lavoratrici, oltre a soddisfare i requisiti di età e contribuzione, si trovino in una delle seguenti condizioni:

assistano, da almeno 6 mesi al momento della richiesta, il coniuge o un parente di primo grado convivente in situazione di handicap grave;

assistano, da almeno 6 mesi al momento della richiesta, un parente o un affine di secondo grado convivente, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;

abbiano una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;

siano lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi d’impresa. In questo caso, la riduzione massima di due anni del requisito anagrafico di 60 anni trova applicazione a prescindere dal numero di figli.

Domanda di cessazione

Ai fini del conseguimento della pensione è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.

Non è invece richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma.

FINESTRE E DECORRENZA

Le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi:

12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;

18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

Alle lavoratrici del comparto scuola e dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM) si applicano le disposizioni sulla maturazione virtuale dei requisiti anagrafici (art. 59, c.9 della L. n. 449/1997), in presenza di domanda presentata entro il 28 febbraio 2023, per la cessazione dal servizio dal 1° settembre 2023.

Gli effetti della decurtazione

Il passaggio al sistema di calcolo contributivo per effetto dell’Opzione Donna determina in generale una decurtazione sull’assegno variabile in base ad una serie di eventi, quali, l’età della lavoratrice e le caratteristiche di carriera, la retribuzione e l’anzianità contributiva maturata alla data di accesso al regime.


Riforma del sistema pensionistico: l’impegno della Cisl e della FNP Cisl

Sulla riforma del sistema pensionistico un fatto estremamente positivo è aver riallacciato il dialogo con il governo.

Da una nota di Luigi Sbarra, segretario generale Cisl, commentando l’ultimo vertice con la ministra del Lavoro Calderone, al quale ha partecipato anche il segretario generale Fnp Emilio Didonè, si legge:

“Abbiamo espresso l’esigenza di dare al percorso continuità e concretezza, verso una riforma del lavoro inclusiva, stabile, socialmente sostenibile e apprezzato la volontà del governo di definire un cronoprogramma che entri, con specifici incontri tecnici, nelle principali questioni di merito.

Le nostre priorità sono sul tavolo: pensioni di garanzia per giovani incastrati in percorsi lavorativi frammentati, incentivi e sconti contributivi alle lavoratrici, in particolare alle lavoratrici madri, sostenere le donne con il ripristino delle regole della pensione con Opzione donna, maggiore flessibilità in uscita, estensione della platea dei lavori gravosi e usuranti e Ape Sociale strutturale, maggior sostegno alla previdenza complementare. Per le pensioni in essere necessario l’allargamento delle 14esime mensilità, la piena perequazione degli assegni all’inflazione e la detassazione delle 13esime”.

 

Fonte: pensionati.cisl.it