«Lo sciopero è l’ultima istanza, non un rito identitario da celebrare sulla pelle di lavoratori provati dal carovita. Noi manifestiamo per proporre». Lo ha detto la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, in un’intervista pubblicata oggi da Avvenire, nella quale ha ribadito la linea del sindacato: nessun assegno in bianco al Governo, ma nessuno sciopero preventivo, e un confronto sul merito delle misure.
«Rispettiamo la scelta della Cgil, ma non la condividiamo», ha precisato, perché si boccia una legge di bilancio ancora senza testo e si sceglie la massima forma di conflitto contro imprese estranee alla manovra, con le quali si stanno scrivendo le regole della rappresentanza.
La Cisl sarà in piazza con la campagna «Il Patto che unisce»: a Genova il 7 novembre, a Gioia Tauro il 28 e a Roma a metà dicembre. «La porta dell’azione comune resta aperta, ma tra protesta come testimonianza e trattativa come responsabilità sappiamo da che parte stare».
Sulla manovra da 23,5 miliardi, la leader Cisl ha osservato che «non è questione di fiducia: giudicheremo i fatti». Con risorse scarse «niente va dato a pioggia»: vanno sostenuti lavoratori, pensionati e imprese che applicano i contratti più rappresentativi, fanno partecipazione e investono. Fumarola ha chiesto di stabilizzare l’imposta all’1 per cento sui premi di risultato, fino ad azzerarla, e risorse strutturali per la legge sulla partecipazione. Bene il contributo di banche e assicurazioni, da estendere ai superprofitti di energia e logistica digitale, e no netto a condoni e rottamazioni. Il fiscal drag è «un’imposta invisibile da neutralizzare con meccanismi automatici».
La numero uno di Via Po ha poi segnalato che sul Libro verde il confronto procede «molto bene», con proposte come la Start tax per i giovani neoassunti, la formazione come diritto soggettivo e un fondo garantito per portare il risparmio privato nell’economia reale. Sul tavolo con le imprese c’è convergenza sulla misurazione della rappresentanza, anche datoriale, mentre sui salari «resta molto da lavorare».
Per la Cisl sono imprescindibili l’adeguamento all’inflazione in vigenza di contratto, affidato ai Ccnl e senza scala mobile, e un accordo quadro sugli appalti. «Se le imprese faranno la loro parte, il Patto sociale avrà il suo primo capitolo: un accordo fondativo, come il Protocollo Ciampi».
Rivendicata anche la scelta di responsabilità: «Il sindacato sta dove si decidono diritti e salari: affonda le mani nei problemi delle persone e porta la testa ai tavoli». Infine, sui fatti di Milano, «condanna senza ambiguità per una violenza che colpisce chi lavora e toglie la parola a chi manifesta pacificamente». Dei 271 ragazzi portati in questura, quattro su cinque erano minorenni: un dato che «deve interrogarci». I tanti giovani che protestano civilmente «non vanno confusi con i vandali, vanno ascoltati»: serve investire in scuola, casa e lavoro dignitoso, perché «cavalcarne la rabbia sarebbe l’errore più grave».
Fonte: cisl.it