«L’intelligenza artificiale è già il primo banco di prova. Quando un sistema incide sull’organizzazione del lavoro, sulle mansioni, sulla valutazione delle persone, chi lavora deve poterne conoscere i criteri, discuterne gli effetti, contribuire alle decisioni. Vogliamo entrare nell’algoritmo, perché senza partecipazione la tecnologia si fa tecnocrazia. Se l’intelligenza artificiale aumenta la produttività, il risultato non può essere soltanto più remunerazione del capitale o più intensità del lavoro. Deve tradursi anche in salari migliori, orari più leggeri, sicurezza, crescita professionale, tempi di vita più sostenibili».

Lo ha affermato oggi a Viterbo la segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, concludendo i lavori del Consiglio generale della CISL Lazio, riunito in sessione seminariale e di studio nell’ambito del Glocal Economic Forum ESG89, dedicato al tema «Dove va l’umanità. Le transizioni economiche e delle persone, dal Glocal regionale all’Europa».

«Davanti all’umanità c’è un bivio. Possiamo usare strumenti sempre più sofisticati per concentrare il potere, uniformare i comportamenti, ridurre le persone a dati e prestazioni. Oppure possiamo volgerli verso emancipazione, conoscenza condivisa, collaborazione. La differenza non è scritta nella tecnologia: dipende dagli obiettivi che le assegniamo, dalle regole e dalla qualità delle nostre istituzioni democratiche», ha sottolineato ancora la numero uno della CISL.

«Non possiamo pensare di fermare le trasformazioni che stiamo vivendo. Possiamo però scegliere di governarle. E credo che oggi la scelta più importante sia recuperare il senso del “noi” in una società in cui troppo spesso prevalgono frammentazione, solitudine e contrapposizione permanente. Una società complessa non si comanda: si coinvolge».

Fumarola ha naturalmente poi richiamato nel suo intervento le ragioni della mobilitazione nazionale della CISL, che prenderà il via domani a Genova con la prima delle tre manifestazioni della campagna «Il Patto che unisce. Lavoro, salari, welfare, pensioni per lo sviluppo».

«Domani saremo in piazza a Genova, il 28 novembre a Gioia Tauro, il 12 dicembre a Roma. Due città di porto, una al Nord e una al Sud, aperte sullo stesso Mediterraneo: perché il Paese vince se si unisce. Non abbiamo scelto lo sciopero, che per noi resta l’ultima istanza: manifestiamo per proporre. Incontriamo i leader di ogni latitudine dell’arco parlamentare e porteremo i nostri emendamenti a tutti i gruppi: il confronto è il nostro modo di fare pressione. Non chiediamo un’intesa su singole misure, ma un confronto stabile tra istituzioni, imprese, sindacati, associazioni, ricerca e società civile»ha aggiunto la leader Cisl.

Ai lavori del Consiglio generale della CISL Lazio, aperti dalla relazione di Elisa Durantini della CISL Viterbo, sono intervenuti Antonella Sberna, Antonio Tajani e Francesco Rocca. La giornata ha visto anche una tavola rotonda moderata da Giovanni Giorgetti, con la partecipazione di Trancassini, Boschi, De Biase, Lanzillo, Monsignor Fabene, Granieri ed Enrico Coppotelli, segretario generale della CISL Lazio.

 

Fonte: cisl.it