Confronto aperto al ministero del lavoro sull’aggiornamento dei minimi retributivi e dei valori convenzionali di vitto e alloggio

“Nessun rischio stangata sulle famiglie con l’aggiornamento dei minimi retributivi e dei valori convenzionali di vitto e alloggio applicati agli assistenti familiari (colf, adanti e babysitter) in Italia a fronte della variazione del costo della vita per le famiglie di impiegati ed operai rilevato dall’Istat al 30 novembre 2022. L’allarmismo delle associazioni datoriali, che hanno paventato un aumento delle retribuzioni fino a 2.000 euro mensili, è infondato. Si tratterebbe in realtà di aumenti previsti dal Ccnl per andare incontro alle esigenze di un settore estremamente debole, dal punto di vista salariale e normativo”.
Ad affermarlo senza esitazione i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, al termine del secondo incontro della Commissione Nazionale, così come previsto dall’art. 38 del Ccnl, convocato il 3 gennaio in modalità telematica dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’incontro si è concluso con la riprogrammazione di due nuovi momenti di confronto fissati tra le parti sociali il prossimo 11 gennaio e in sede ministeriale il prossimo16 gennaio.
Circa l’85% dell’occupazione nel settore è femminile; i lavoratori stranieri sono oltre il 70% e più del 44% sono cittadini Ue; oltre il 45% dell’occupazione è riconducibile al lavoro di cura e assistenza alle persone e solo il 23,4% risulterebbe prestare la propria opera in regime di convivenza.
I sindacati hanno accolto positivamente le nuove posizioni delle associazioni datoriali Fidaldo e Domina, inizialmente indisponibili a corrispondere l’aumento retributivo così come previsto dal Ccnl.
Si tratta di fatto di una riapertura della trattativa alla quale ha preso parte, in modo del tutto inedito, anche una rappresentanza politica del Governo. Un segnale positivo per le parti sindacali, unite nella richiesta di un adeguamento annuale in base all’indice Istat (pari all’100% dello stesso, come previsto dal Ccnl in vigore, e all’80% in caso di mancato accordo), anche alla luce della nota e sempre crescente fragilità del settore.
“Siamo compatti nelchiedere l’applicazione integrale dell’articolo 38 del Ccnl – aggiungono Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, e Federcolf – e sottolineiamo la rilevanza della presenza politica della segreteria tecnica del Ministero del Lavoro che lascia ben sperare, anche alla luce della futura presentazione delle istanze del lavoro domestico contenute nella Piattaforma Programmatica, condivisa da tutte le Parti Sociali firmatarie della contrattazione nazionale, presentata al precedente Esecutivo e che sarà riproposta all’attenzione del nuovo Governo, con l’auspicio giungano quanto prima risposte concrete per il settore”.


Fonte: cisl.it

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