Roma è una città, ma non un’unica esperienza. Al variare del quartiere cambiano i problemi, le distanze, i rapporti tra le persone e perfino lo sguardo con cui si immagina il futuro. È questo il filo conduttore della ricerca “Roma, mille identità, un’unica città” della CISL Roma Capitale e Rieti condotta con questionari e interviste nei presidi Cisl di Centocelle, Torre Angela, Trullo, Corviale, Ottavia e Santa Maria della Pietà, e presentata il 30 settembre scorso.

Presentiamo qui alcuni dei dati emersi dalla ricerca curata dal sociologo Giovanni Colussi.

Cosa è emerso dalla ricerca? Per quasi la metà degli intervistati, il 48,6%, il quartiere resta il vero punto di riferimento della vita quotidiana. Quanto al confronto con il passato, rispetto a dieci anni fa Roma viene percepita come una città più cara per il 67,2% di chi ha risposto e più stressante per il 52,4%.

Il tempo per sé è un lusso per molti: solo il 14,6% riesce a ritagliarselo con regolarità, mentre il 34,4% lo trova raramente e il 16,8% quasi mai. Anche la cura dei figli poggia soprattutto sulle reti familiari: a dare una mano sono in primo luogo nonni e parenti (23,2%), mentre i servizi educativi formali coinvolgono appena il 15,4% delle famiglie.

Gli spostamenti pesano parecchio sulle giornate: il 38,8% impiega tra i 30 e i 60 minuti per raggiungere il posto di lavoro e il 16,2% supera addirittura l’ora di viaggio. Non sorprende, quindi, che tra le principali criticità segnalate compaiano proprio i trasporti pubblici insufficienti (45,4%) e il traffico con i relativi tempi di percorrenza (40,4%), seguiti dal degrado (34,4%), dalla sicurezza (29,6%) e dal costo dell’abitare (26%).

Infine, quando si tratta di risolvere un problema amministrativo, il primo interlocutore è la Cisl, scelta dal 39,6% degli intervistati, seguita da altri centri di assistenza (32,2%) e dalla rete di amici e conoscenti (17,8%). Le istituzioni vengono dopo: si rivolge al Municipio il 12,2% e al Comune il 10,8%.

Il quadro che si delinea è quello di una città diversa a seconda del quartiere, ma accomunata da fatiche simili. Per il 48,6% degli intervistati il quartiere è il principale punto di riferimento quotidiano, mentre Roma è giudicata più costosa (67,2%) e più stressante (52,4%) rispetto a dieci anni fa. Solo il 14,6% ha regolarmente tempo per sé, e per i figli si ricorre soprattutto a nonni e parenti (23,2%) più che ai servizi educativi (15,4%). Gli spostamenti pesano: il 16,2% impiega più di un’ora per andare al lavoro. Le criticità più sentite sono trasporti pubblici insufficienti (45,4%), traffico (40,4%) e degrado (34,4%).

“Dalla lettura e dall’analisi del nostro rapporto risulta che non si può parlare in modo generico di periferie”, afferma Rosita Pelecca, segretaria generale della Cisl Roma Rieti, “perché ogni territorio ha una propria identità, anche storica, una propria domanda e una propria visione del futuro”. Da questa constatazione prende forma la proposta di “costruire una prospettiva di lungo periodo attraverso un’Agenda Cisl 2036, che possa diventare la base di un confronto ampio in vista di un auspicabile Patto sociale per Roma, capace di coinvolgere istituzioni, forze sociali, politiche, culturali e intellettuali”.

Sullo sfondo, ma neppure troppo, resta l’idea di una capitale da leggere a partire dalla vita quotidiana di chi abita i quartieri.

 

Fonte: cislromacapitalerieti.it