Si tratta di DDL che declina un percorso estremamente importante e complesso, delegando il Governo ad adottare, entro il 31 dicembre 2026, uno o più decreti legislativi per l’integrazione e la revisione del modello organizzativo del nostro Servizio Sanitario Nazionale, di cui al D.Lgs. 502/1992, nel rispetto dei principi e delle basi su cui si fonda lo stesso SSN. Gli obbiettivi e i criteri direttivi a cui il Ministero della Salute si dovrà attenere per la definizione dei decreti sono articolati in 13 punti principali, così riassunti: a) potenziare l’integrazione fra ospedale e territorio anche attraverso la revisione del Dm 77/2022; b) aggiornare la classificazione delle strutture ospedaliere di cui al Dm 70/2015 prevedendo anche ospedali di terzo livello e ospedali elettivi; c) aggiornare la declinazione del dimensionamento delle Unità Operative Complesse, anche in ragione del bacino di utenza; d) prevedere l’introduzione di nuove reti tempo-dipendenti e specialistiche, nonché reti di riferimento nazionale;
- e) implementare l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera anche attraverso la definizione di standard minimi per le attività di ricovero, articolati per aree di attività, ambito territoriale di riferimento, in coerenza con quanto previsto per gli Ospedali di Comunità; f) definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, anche nell’ottica del riconoscimento del loro valore giuridico ulteriore rispetto alla disciplina in materia di responsabilità medica; g) definire specifici standard, anche di personale, al fine di garantire un adeguato livello di qualità dell’assistenza a carattere sanitario per le persone non autosufficienti, con particolare riferimento ai servizi di residenzialità e semi residenzialità, alla promozione della domiciliarità nell’accesso al farmaco; h) definire standard assistenziali complessivi per l’assistenza delle persone in condizioni critiche complesse e avanzate che sviluppano traiettorie di malattia a evoluzione sfavorevole; i) valorizzare il ruolo della bioetica clinica; l) individuare criteri organizzativi omogenei a livello nazionale che assicurino effettivamente l’integrazione degli interventi socio sanitari, erogati dal SSN, con gli interventi assistenziali di natura e competenza istituzionale non sanitaria; m) definire e aggiornare la disciplina relativa alle aree della salute mentale per adulti e minori, delle dipendenze patologiche, della salute in carcere; n) garantire qualità ed interoperabilità dei sistemi informativi, l’integrazione con i sistemi nazionali e regionali di sanità elettronica nell’ambito dell’Ecosistema Dati Sanitari (EDS); o) riordinare la disciplina dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di libera scelta anche al fine di valorizzarne il ruolo nell’ambito dell’assistenza territoriale. Gli interventi declinati vanno nella direzione di una revisione complessiva dei modelli organizzativi, con l’obbiettivo di affrontare le diverse criticità da tempo segnalate, prima fra tutte quella legata ad una programmazione ferma ormai da troppi anni, ad una faticosa e spesso inattuata integrazione fra ospedale e territorio, anche in ragione di due diversi regolamenti, Dm 70/2015 e Dm 77/2022, adottati in periodi e in condizioni molto diverse fra loro. Aldilà degli aspetti di puro merito, saranno oggetto di particolare verifica le modalità attraverso le quali, per evitare ulteriore frammentazione, gli interventi verranno auspicabilmente legati ad una visione coerente ed omogenea del sistema sanitario e socio-sanitario e incardinati nel prossimo Piano nazionale, che è in fase di approntamento. Da un punto di vista procedurale quello che vi alleghiamo è lo schema di DDL non ancora definitivo; solo una volta corredato della relazione tecnica e bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato, il DDL verrà incardinato in uno dei due rami del Parlamento e a quel punto si avrà il testo ufficiale su cui si aprirà la prima fase di confronto che porterà alla conversione in legge e che sarà oggetto di una più articolata nostra nota illustrativa.
Successivamente altro confronto si avrà sui Decreti Legislativi attuativi che, è utile precisarlo, saranno assunti su proposta del Ministro della Salute, di concerto con il MEF e gli altri Ministri competenti per materia, previa intesa in Conferenza Stato-Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano. Di questi passaggi vi terremo costantemente informati. Per parte nostra abbiamo già rappresentato al Ministero della Salute la necessità di un confronto specifico. Vi invitiamo a fare attenzione a quanto dovesse emergere ai tavoli di confronto regionale sugli argomenti oggetto del DDL. Nel rimanere a disposizione per ogni chiarimento si rendesse necessario, in attesa di incontrarci al corso del prossimo 26-28 gennaio, invio cordiali saluti.