Riscatto della laurea: online sul sito Inps il simulatore, come funziona

Nelle scorse settimane l’Inps ha avviato una campagna di comunicazione per far conoscere le possibilità esistenti nel nostro sistema previdenziale per integrare la propria posizione assicurativa, al fine di anticipare l’accesso alla pensione e/o incrementare l’entità del suo importo

In particolare, prendiamo in esame il riscatto della laurea, che con il DL 4 del 2019 si è arricchito di nuove modalità, più favorevoli sotto il profilo dell’onere economico da sostenere.

Con l’intento di semplificare l’approccio al riscatto, l’Inps ha messo a disposizione sul proprio sito un simulatore, attraverso il quale gli utenti possono ricevere informazioni personalizzate circa il costo del riscatto e l’eventuale rateizzazione, la decorrenza della pensione e il beneficio derivante dal pagamento dell’onere, a seconda che si scelga il riscatto ordinario o quello cosiddetto “agevolato”.

Il simulatore è di facile utilizzo: non serve, infatti, avere specifiche credenziali, ma è sufficiente inserire alcuni dati in forma anonima relativi, per esempio, alla data di iscrizione al corso di studi, al numero di mesi da riscattare, ai dati anagrafici, lavorativi e previdenziali dell’utente.

Dobbiamo, però, rilevare che si tratta di uno strumento parziale, in quanto fruibile esclusivamente da soggetti rientranti nel sistema contributivo, per i quali, cioè, sia i periodi di studio oggetto di riscatto che la contribuzione derivante dal lavoro, sono collocati dal 1996 in avanti.

La domanda telematica di riscatto del corso di laurea deve essere inviata all’Inps, per il tramite del Patronato Inas Cisl, che potrà essere molto utile anche per verificare l’esistenza delle condizioni e dei requisiti previsti dalla legge, oltrechè per valutare l’effettiva convenienza dell’operazione.

Alla luce di questa interessante iniziativa con la quale l’Inps mette in campo i primi passi per la costruzione di quella che si definisce “cultura previdenziale”, cogliamo l’occasione per riepilogare le principali caratteristiche del riscatto di laurea, tenendo conto anche delle norme più recenti che hanno apportato significative modifiche al sistema già vigente.

IL RISCATTO DI LAUREA

In generale l’istituto del riscatto consente al lavoratore, e ai superstiti, di coprire a proprie spese alcuni periodi, per i quali non risulta accreditata altra contribuzione, come, per esempio, quelli di frequenza di corsi di studio universitari, al termine dei quali è stata conseguita la laurea.

LE NORME

Le norme attualmente vigenti in materia di determinazione dell’onere di riscatto del corso di laurea, sono:

  • 13 L. 1338/62 (riserva matematica nel sistema retributivo);
  • 2 Dlgs 184/97 (calcolo a percentuale nel sistema contributivo).

Quest’ultimo è stato integrato dal c. 5 quater del DL 4/19 che ha previsto una modalità agevolata di riscatto a percentuale per i corsi di laurea collocati nel sistema contributivo.

DESTINATARI

La facoltà di riscatto è riconosciuta a tutti gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (lavoratori del settore privato, dipendenti e autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive nonché alla gestione separata, quindi anche a dipendenti pubblici e parasubordinati. Possono avvalersi di questa facoltà, sia nella forma tradizionale che in quella agevolata, anche i liberi professionisti iscritti alle Casse private di previdenza che hanno almeno un contributo accreditato in una delle gestioni elencate.

Condizione necessaria è aver conseguito un titolo di studio tra i seguenti:

  • diplomi universitari, relativi a corsi di durata non inferiore ai due anni e non superiore ai tre anni;
  • diplomi di laurea, relativi sia al cosiddetto “vecchio ordinamento” (corsi di durata non inferiore ai quattro e non superiore ai sei anni) sia degli ordinamenti universitari “post riforma” (lauree magistrali e specialistiche);
  • diplomi di specializzazione, conseguiti successivamente alla laurea e al termine di corsi di durata non inferiore ai due anni;
  • dottorati di ricerca;
  • diplomi rilasciati da Istituti di Alta Formazione Artistica e

Possono essere, inoltre, riscattati anche titoli di studio conseguiti all’estero, purché legalmente riconosciuti in Italia.

REQUISITI E CONDIZIONI

Il riscatto del corso di laurea è possibile per la sola durata legale (non per gli anni fuori corso) e soltanto quando sulla posizione assicurativa del richiedente è accreditato almeno un contributo settimanale.

Dal 2008, però, la facoltà di riscatto del corso di laurea è consentita anche a coloro i quali non risultano iscritti ad alcuna gestione previdenziale, secondo le regole del riscatto a percentuale riservato ai soggetti che rientrano nel sistema di calcolo contributivo della pensione. In questo caso, anche se il corso di studi si colloca prima del 1996, i contributi versati vengono valorizzati secondo il sistema contributivo.

Altre condizioni sono:

  • assenza di contribuzione nei periodi oggetti di riscatto, sia nel fondo in cui si presenta la domanda, ma anche negli altri eventuali regimi previdenziali presso i quali risulta iscritto il richiedente;
  • conseguimento della laurea alla fine del corso di studi

CALCOLO DELL’ONERE

L’onere di riscatto viene determinato tenendo conto della collocazione temporale dei periodi interessati (fino al 1995 o dal 1996 in poi) e dalle norme che disciplinano la liquidazione della pensione del richiedente (sistema retributivo con 18 anni di contributi al 1995; contributivo con contribuzione dal 1996; misto con meno di 18 anni di contributi al 1995).

In sostanza:

    1. se il richiedente rientra nel sistema retributivo, si applica sempre il sistema della “riserva matematica”;

    2. se il richiedente rientra nel sistema contributivo, si effettua il calcolo cosiddetto “a percentuale”, applicando:

      • l’aliquota di finanziamento della gestione previdenziale a cui il soggetto è iscritto alla retribuzione degli ultimi 12 mesi assoggettata a contribuzione;

      • oppure

      • l’aliquota del Fondo pensioni lavoratori dipendenti al minimale annuo degli artigiani e commercianti (riscatto “agevolato”).

    3. se il richiedente rientra nel sistema misto:

      • si effettua un calcolo secondo la riserva matematica per i periodi fino al 1995 e un calcolo a percentuale per i periodi dal 1996 in poi (per questi ultimi, si potrà, poi scegliere per una delle due modalità descritte al punto precedente);

      • oppure

      • si effettua un calcolo con il sistema “a percentuale” (nella forma ordinaria o agevolata) qualora il corso di laurea sia collocato prima del 1996:

      • scegliendo il ricalcolo dell’intera pensione con il metodo contributivo (al posto di quello misto). Per operare tale scelta, il richiedente deve avere almeno 15 anni di contributi in tutta la vita lavorativa, di cui 5 accreditati dal 1996 in poi. Questa è un’opzione da valutare con attenzione, alla luce delle conseguenze derivanti dalla scelta del sistema di calcolo contributivo che, in genere, può comportare una significativa riduzione dell’importo e, in ogni caso, la perdita del diritto all’integrazione al trattamento minimo;

      • accedendo alla pensione anticipata “opzione donne” o alla pensione in regime di computo nella Gestione Separata (in questi due ultimi casi, la domanda di riscatto di laurea deve essere presentata contestualmente alla domanda di pensione).

Nel metodo della “riserva matematica”, l’importo della somma da versare varia in rapporto a diversi fattori, quali l’età, il periodo da riscattare, il sesso, l’anzianità contributiva totale e le retribuzioni percepite negli ultimi anni. Pertanto, il costo da sostenere aumenta andando avanti nel tempo al crescere di ciascuno di questi fattori, compresa l’aspettativa di vita.

Nel metodo “a percentuale” ordinario, invece, si tiene conto della retribuzione dell’ultimo anno e, in quello agevolato, addirittura di un imponibile fissato dalla legge, uguale per tutti e assoggettato, di anno in anno, solo a piccole variazioni. Come si evince dal riquadro sopra riportato, ciò significa che, indipendentemente dal reddito dell’interessato, il costo di un anno di riscatto sostenuto nel 2001 è pari a 5.264,49 euro (15.953 euro x 33%).

È evidente che tra i due sistemi, soprattutto se consideriamo il riscatto agevolato, ci sono differenze sostanziali, nel senso che quest’ultimo comporta senza dubbio un notevole risparmio economico a cui corrisponde, però, una resa pensionistica di gran lunga inferiore.

EFFICACIA E UTILITÀ DEI CONTRIBUTI DA RISCATTO

I contributi da riscatto hanno lo stesso valore di quelli obbligatori, in quanto sono utili sia per maturare i requisiti contributivi utili per perfezionare il diritto per la pensione che per determinare il suo importo.

Hanno, inoltre, efficacia retroattiva, nel senso che i loro effetti sono retrodatati e si collocano esattamente nel periodo temporale al quale si riferiscono.

Questo principio trova, però, un’eccezione nel riscatto “a percentuale” per i periodi valutabili con il sistema contributivo. In questo caso, infatti, ai fini della maturazione del diritto alla pensione, i periodi riscattati vanno considerati nella loro collocazione temporale, tranne quando sia stata effettuata l’opzione per il sistema contributivo, in quanto, in questo caso, la decorrenza della pensione non può essere mai precedente all’opzione stessa. Inoltre, per quanto riguarda la misura della pensione, i contributi riscattati hanno efficacia solo a partire dalla data della domanda del riscatto. In pratica, si può, quindi, verificare che un riscatto agevolato consenta di anticipare il diritto alla pensione rispetto alla data di presentazione della domanda di riscatto, senza però modificare l’entità economica dell’assegno.

DOMANDA

La domanda deve essere presentata per via telematica all’Inps attraverso l’apposita procedura informatica, anche per il tramite del Patronato.

La domanda può riguardare tutto il corso di laurea o anche singoli periodi, ma possono essere riscattati anche due o più corsi di laurea.

PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI DA RISCATTO E VANTAGGI FISCALI

L’importo da pagare viene comunicato dall’Inps insieme all’accoglimento della domanda. Di norma, il termine entro il quale iniziare il pagamento è fissato a 60 giorni dalla ricezione del provvedimento; in ogni caso, quando la contribuzione riscattata non deve essere immediatamente utilizzata per la liquidazione della pensione, è consentito il pagamento rateale in un numero massimo di 120 rate mensili senza interessi.

Il mancato versamento dell’importo in un’unica soluzione o della prima rata viene considerato dall’Inps come rinuncia tacita al riscatto, ma la domanda può essere presentata nuovamente in qualsiasi momento successivo con una nuova determinazione dell’onere da sostenere. L’interruzione del pagamento rateale non fa perdere quanto già pagato, ma determina l’accredito della contribuzione del solo periodo per il quale, fino a quel momento, sono state effettivamente versate le relative somme. Non è possibile, invece, richiedere la restituzione di quanto già versato.

Le somme pagate per il riscatto sono fiscalmente deducibili dal reddito assoggettato ad Irpef. Quando il riscatto riguarda un soggetto inoccupato (non titolare, cioè, di alcuna posizione contributiva) e fiscalmente a carico, il familiare che ha pagato l’onere può beneficiare.

 

Fonte: pensionati.cisl.it