Nel 2021 ho maturato i requisiti per andare in pensione con Quota 100: 41 anni di contributi e 62 anni d’età. Vorrei continuare a lavorare fino a luglio 2023, utilizzando la Quota 100 già maturata. È possibile o perdo il diritto? La riforma in atto lo impedisce o posso comunque usufruirne?

L’art.14 del Dl. 4/2019, convertito il L. 26/2079 (legge istitutiva), dispone che tutti coloro che perfezionano i requisiti di pensione “Quota 100”, entro e non oltre il termine del 31 dicembre 2021 (62 anni di età e 38 anni di ctb), possono far valere il diritto anche in un tempo successivo, ossia dopo il termine della sperimentazione.

Alla luce di quanto esposto e dai dati contenuti nella sua mail, possiamo informarla che potrà usufruire dello strumento di “Quota 100” anche al termine della sua efficacia, in quanto ha maturato già i requisiti.

Con l’occasione ci preme ricordare che la pensione “Quota 100” non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione fino alla maturazione dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, con redditi di lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite dei 5.000 euro lordi annui.

Per maggiori informazioni e chiarimenti in merito, la invitiamo a contattare il nostro Patronato Inas Cisl della sua città.

 

Fonte: pensionati.cisl.it