“La pandemia ha reso evidenti le criticità europee e il bisogno di far evolvere la governance comunitaria su modelli nuovi e maggiormente partecipativi. Dobbiamo rafforzare il sindacato europeo per muoverci verso una più forte e definitiva integrazione istituzionale, economica e sociale. L’orizzonte per la Cisl resta quello degli gli Stati Uniti d’Europa”. Così il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra, in occasione della Conferenza organizzativa della Ces in corso a Lisbona. “Non possiamo permetterci di rimanere fermi di fronte alle grandi transizioni digitali, energetiche, ambientali, industriali e demografiche in atto – ha aggiunto – Bisogna sviluppare il dialogo sociale, istituzionalizzandolo anche per contrastare le disuguaglianze, le marginalità, la sfiducia collettiva che alimenta approcci sovranisti e disgreganti – ha aggiunto Sbarra – Dobbiamo ripensare il patto di stabilità, confermare lo spirito degli strumenti messi in campo durante la pandemia e immaginarne altri, come l’indennità di disoccupazione europea. E poi investire in istruzione, servizi pubblici, costruire una strategia industriale comunitaria, mettere in primo piano l‘inclusione di giovani e donne nel mercato del lavoro, attuare il pilastro sociale e Agenda 2030. Vanno messi in campo nuovi ammortizzatori e politiche attive universali e istituita una global minimum tax per multinazionali che in questo anno e mezzo hanno fatto affari d’oro senza dare il minimo contributo alla collettività. Fondamentale è riconoscere il contributo che la contrattazione dà a crescita e coesione, prendendo posizione contro le ingerenze legislative nei sistemi con relazioni industriali diffuse e sviluppate. In un simile quadro va espresso tutto il potenziale della partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese, anche attraverso una nuova organizzazione del lavoro che dia maggiore adattività, competitività e produttività ai sistemi produttivi. Garantire la giusta transizione deve diventare il fine di un nuovo patto sociale comunitario. Un Accordo che impegni tutti, governi, sindacati, imprese, verso un nuovo modello di sviluppo fondato sulla coesione e su un più forte protagonismo del lavoro”.

 

Fonte: cisl.it