Invecchiamento attivo: una straordinaria occasione per ridisegnare la società

L’invecchiamento attivo è stato definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2002 come “il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano”.
Un tema ormai centrale nei dibattiti che riguardano le politiche sociali, soprattutto considerando che gli over 65 rappresentano ormai oltre il 22% della popolazione italiana.
Invecchiare in maniera attiva permette, infatti, di ottenere benefici sulla salute sia fisica che psicologica, ma anche di migliorare la percezione di benessere e soddisfazione per la propria vita. L’invecchiamento, quindi, non può più essere considerato un problema da gestire o un carico sociale, ma una straordinaria occasione per ripensare e ridisegnare integralmente la società, un’opportunità di vita, ricerca e sanità.
Ma quali sono le strategie che aiutano ad invecchiare attivamente?
Alimentazione, sport, prevenzione: sono alcuni dei temi che sono stati approfonditi durante gli Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo di HappyAgeing dello scorso 15 settembre che diventano fondamentali per un invecchiamento sano e attivo. In particolare, sono state 4 le aree tematiche approfondite:
Immunizzazione
Nutrizione
Movimento
Silver Economy
L’immunizzazione è stato un tema ampiamente dibattuto e approfondito, in particolare riguardo alla necessità che la politica intera consideri la vaccinazione degli anziani una assoluta priorità di salute pubblica e alla possibilità di renderla effettiva ed efficace attraverso la vaccine convenience, l’insieme di soluzioni e processi che rendono logisticamente e tecnicamente conveniente la vaccinazione della popolazione.
Anche la nutrizione per gli over 65 è un importante alleato del sistema immunitario, che attraverso una corretta alimentazione può essere rafforzato dall’interno, prevenendo così malattie infettive e patologie croniche. I disturbi dell’alimentazione, è stato evidenziato nel corso dei lavori, costituiscono una delle problematiche geriatriche che maggiormente impattano sulla durata e sulla qualità della vita delle persone, soprattutto perché spesso si verificano carenze di proteine, minerali e vitamine. Uno sbilanciamento che avviene anche a causa di messaggi fuorvianti e di una non diffusa capacità di leggere adeguatamente le tabelle nutrizionali riportate nelle confezioni. C’è molto da fare, dunque, sul fronte educativo di tutta la popolazione, degli operatori sanitari e dei caregiver, incluse le persone che fanno assistenza agli anziani. Bisogna fornire conoscenze e strumenti: se da una parte occorre spiegare come funzionano e cosa riportano le tabelle nutrizionali, sarebbe utile anche modificare i criteri con cui recentemente questo sistema è stato riformato.
Il movimento è stato un altro dei focus della giornata, perché mantenersi attivi fisicamente è molto utile agli over 65 che, con il passare degli anni, tendono a diventare sedentari e a perdere fluidità nei movimenti, con ripercussioni su coordinazione ed equilibrio, correndo il rischio di cadute e fratture. L’attività fisica, da praticare almeno tre volte a settimana, serve allora a mantenere o migliorare la qualità di vita, oltre a prevenire l’insorgenza di alcune problematiche di salute. Il movimento è importante, inoltre, anche dal punto di vista sociale perché favorisce occasioni di incontro e di scambio di esperienze e contribuisce al benessere psicologico. È opportuno, dunque, incentivare fin da subito un approccio all’attività fisica da mantenere per tutto l’arco della vita e per fare ciò bisogna che ci siano delle policy a livello nazionale che regolino tale settore e che mirino a sensibilizzare le persone. Dal dibattito sono emersi esempi di promozione, come alcuni comuni italiani che hanno messo a disposizione della comunità degli spazi in cui praticare attività sportiva, alla luce anche del fatto che spesso gli over 65 non fanno questo tipo di attività per problemi di natura economica. Un’ultima considerazione sulla tematica è stata fatta a proposito della necessità di considerare l’attività fisica relativa agli adulti-anziani che hanno disabilità, patologie croniche o problemi motori temporanei: si è parlato quindi di Attività Fisica Adattata (AFA), programmi non sanitari di attività motoria di gruppo condotti da operatori sanitari o esperti che si tengono in sedi all’aperto o al chiuso. Uno strumento che non sostituisce ma si affianca alla riabilitazione.
Impossibile, infine, discutere di invecchiamento attivo senza affrontare il tema della silver economy: una opportunità da cogliere attraverso adeguate politiche di sviluppo a lungo termine ma anche lo strumento che, attraverso soluzioni tecnologiche innovative, permette di dare “vita agli anni”, in particolar modo a coloro che si trovano in quella generazione emergente che si situa a cavallo della fine del loro percorso professionale e fino ai 75 anni circa. La silver economy, è stato sottolineato con forza, rappresenta anche un’opportunità economica per il Paese, trattandosi di un servizio a 360° e non semplicemente di tipo assistenziale. Già oggi, infatti, il valore dell’economia d’argento a livello globale è stimato in 7 trilioni di dollari all’anno e in Italia è stimato intorno ai 620 miliardi di euro in termini di prodotto interno lordo. Necessario, allora, agevolare le aziende che vogliono investire in questo settore creando un network, una partnership tra loro e le organizzazioni, e creare cluster, gli incubatori per le start up. La silver economy rappresenterebbe, in questo modo, l’elemento di raccordo tra tre tasselli fondamentali per la vita dell’adulto-anziano: reddito, sanità e socialità.
Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo, per saperne di più vai alle notizie:
Roma 15 settembre: Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo
La Fnp agli Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo


Fonte: pensionati.cisl.it