Casa occupata da estranei: cosa fare secondo la legge italiana

Capita spesso di leggere nei giornali o sentire notizie di case occupate

Capita spesso di leggere nei giornali o sentire notizie di case occupate. Può capitare di assentarsi per qualche tempo e di ritrovare, al nostro rientro, casa occupata da estranei: il fenomeno è purtroppo diffuso e se ne sente parlare sempre più spesso. Infatti, è delle ultime setimane la notizia di un anziano signore romano ritrovatosi improvvisamente chiuso fuori casa perché occupata da sconosciuti.

Il signor Ennio ha affermato di aver fatto rientro presso la sua abitazione dopo una serie di visite mediche, trovando una spiacevole sorpresa: la serratura cambiata e l’impossibilità di accedere in casa.

Fortunatamente tutto sembra essere finito per il meglio, grazie al sequestro disposto dall’Autorità giudiziaria e al conseguente sgombero dell’immobile.

C’è da dire, però, che quello del signor Ennio è uno dei rari casi in cui un immobile occupato abusivamente è stato liberato nel giro di qualche settimana.

Gli anziani potrebbero trovarsi a vivere in una situazione del genere dopo un lungo periodo di assenza dalla propria casa familiare, perchè magari ricoverati in ospedali o strutture.

Vediamo, allora, cosa fare, secondo la legge italiana, nell’ipotesi di casa occupata da estranei.

Violazione di domicilio, danneggiamento, cosa fare?

Le nuove “Pillole di diritto” si occupano di individuare gli istituti giuridici che sono interessati da questo fenomeno ormai consueto nei fatti di cronaca.

COSA FARE E IL PROCEDIMENTO DA SEGUIRE

Denuncia-querela per occupazione abusiva

Il fatto di trovare in casa persone estranee, che ne impediscano l’accesso con il chiaro intento di appropriarsene stabilmente, è detta occupazione abusiva, è un reato.

Davanti a un caso di occupazione abusiva occorre recarsi presso un commissariato di Polizia (o stazione dei Carabinieri) per sporgere una formale denuncia-querela, chiedendo l’avvio di un procedimento penale nei confronti degli occupanti abusivi.

Tuttavia, questa strada non consentirà alle Forze dell’ordine di entrare in casa eseguendo lo sgombero e la liberazione immediata dell’immobile.

Azione davanti al giudice civile

Con la vostra denuncia-querela prenderà avvio il procedimento penale dove potrete, eventualmente, chiedere il risarcimento del danno nella qualità di parti civili.

La cosa più diretta ed efficace da fare per riottenere il possesso del vostro immobile sarà allora rivolgersi al giudice civile.

Secondo il Codice civile, infatti, anche se non siete proprietari di casa ma, ad esempio, la abitate come inquilini (o in base ad altro titolo), potete rivolgervi al Tribunale del luogo dove è situato l’immobile avviando un’azione di reintegrazione, altresì detta «azione di spoglio» (art. 1168, c.c.).

Il termine per esercitare tale azione è di un anno, che decorre dalla data in cui è avvenuta l’occupazione abusiva, oppure dal momento in cui ne siete venuti a conoscenza.

In caso di occupazione abusiva, dunque, dopo aver presentato eventuale denuncia-querela all’Autorità giudiziaria, il consiglio è di rivolgersi immediatamente a un legale incaricandolo di avviare un’azione di reintegrazione.

L’avvocato provvederà a redigere uno specifico ricorso attraverso il quale adirà il Tribunale chiedendo la reintegra nel possesso della vostra abitazione, con condanna degli occupanti all’immediato rilascio.

Se ricorrono i presupposti, il giudice emetterà un’ordinanza di reintegrazione.

Il rilascio dell’abitazione

Seguirà una fase di attuazione del provvedimento, nella quale il giudice adotterà i provvedimenti più opportuni per far liberare l’immobile, ricorrendo, in caso di resistenza degli occupanti, anche all’ausilio della Forza pubblica e al rilascio forzato dell’abitazione.

Cosa fare se è passato più di un anno dall’occupazione? Azione di rivendicazione

Abbiamo visto come l’azione di reintegrazione rappresenti uno strumento rapido ed efficace per ottenere il rilascio dell’immobile occupato abusivamente.

Abbiamo anche visto, però, che tale azione può essere avviata soltanto entro l’anno dall’avvenuta occupazione (o dalla sua conoscenza).

Cosa fare, allora, se tale termine è ormai decorso?

Se siete non solo possessori, ma anche proprietari formali di casa, non dovreste avere particolari problemi: sempre in base al Codice civile, sarà per voi possibile esercitare un’altra specifica azione, detta «azione di rivendicazione» (art. 948, c.c.). Anche l’azione di rivendicazione prevede, come primo passo, quello di incaricare un avvocato che si occupi di redigere un atto (questa volta nelle forme dell’atto di citazione) allo scopo di rivendicare, davanti al Tribunale, il vostro diritto di proprietà sull’abitazione occupata abusivamente.

Si tratta di un procedimento più lungo e complesso perché richiede la piena dimostrazione del vostro diritto.

 

Fonte: pensionati.cisl.it