Negli ultimi anni gli incassi dei comuni per l’addizionale Irpef sono triplicati
L’addizionale comunale ha registrato un aumento significativo, evidenziando l’impatto fiscale su lavoratori e pensionati in Italia.?
L’addizionale comunale Irpef è una delle entrate tradizionali dei comuni.
Come si determina
Le addizionali regionale e comunale si calcolano applicando un’aliquota al reddito complessivo determinato, ai fini dell’IRPEF, al netto degli oneri deducibili e delle deduzioni per oneri di famiglia riconosciuti ai fini dell’IRPEF stessa.
I numeri e il contesto
Innanzitutto il gettito ha fatto registrare una crescita costante e rilevante negli anni e quei numeri indicano che qualcuno paga una imposta crescente. La circostanza che siano lavoratori e pensionati a versare la quasi totalità del gettito dell’addizionale comunale fornisce un elemento di rilievo per la Cisl, poiché una imposta crescente a redditi costanti o quasi, significa un calo del potere di acquisto che pesa in modo più sensibile su lavoratori e pensionati a basso reddito.
- Il gettito dell’addizionale comunale nel 2024 è di 6,1 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 5,6 miliardi del 2023.
- Rispetto al 2007, il gettito è quasi triplicato (2,2 miliardi di euro).
- L’addizionale è principalmente pagata da lavoratori e pensionati, riducendo il loro potere d’acquisto.
La Manovra “Salva Italia” del 2011
- Tre manovre fiscali nel 2011 per ridurre il debito pubblico e rientrare nei parametri europei.
- L’aliquota dell’addizionale comunale è raddoppiata da 2 a 4 miliardi di euro.
- Aumento delle imposte per lavoratori e pensionati, mentre le imposte per le imprese sono diminuite.
La struttura dell’imposta
Molto sinteticamente richiamiamo gli elementi che caratterizzano l’addizionale comunale:
- Chi è esente dal pagamento dell’Irpef, non paga l’addizionale (sia comunale che regionale);
- L’aliquota massima stabilita per legge è lo 0,8%, ma in particolari situazioni di bilancio sono state deliberate aliquote oltre quel livello;
- Il Comune può stabilire un’unica aliquota o una scala di aliquote progressive con scaglioni fissati come l’Irpef statale;
- Per il 2025-2026 i Comuni – nel caso abbiano fissato una scala di aliquote progressive – possono mantenere quattro scaglioni oppure adeguarsi alla nuova Irpef con tre scaglioni;
- Può essere inserita una fascia esente “in ragione di specifici requisiti reddituali”; al suo superamento l’addizionale si paga sull’intero reddito.
L’addizionale comunale nel 2024: i capoluoghi
Dall’analisi dei venti capoluoghi1 (circa il 30% della popolazione italiana) osserviamo come Trento e Bolzano siano gli unici che non applicano l’addizionale mentre Firenze sia il capoluogo con l’aliquota più bassa (0,2%). I Comuni con addizionale al livello massimo (o superiore al massimo) sono 14, mentre sono 3 i comuni con aliquota inferiore allo 0,8% (Aosta, Cagliari, l’Aquila).
In sintesi:
- Trento e Bolzano non applicano l’addizionale; Firenze ha l’aliquota più bassa (0,2%).
- 14 comuni applicano l’aliquota massima o superiore; Roma, Napoli, Torino, Genova e Palermo hanno super addizionali.
- Roma ha deliberato un ampliamento dell’area esente per il 2025 in seguito ad un accordo voluto dalla Cisl.
- Milano pur avendo deliberato l’aliquota massima dello 0,8% – ha stabilito un’ampia fascia esente fino a 23mila euro di reddito. Anche Firenze ha dichiarato una fascia esente per i redditi fino a 25mila euro.
Addizionale regionale e comunale: l’effetto “sommatoria”
Per un lavoratore o un pensionato con un reddito di 15mila euro, vivere in un comune che applica l’aliquota dell’1% come Napoli oppure a Genova, determina un aggravio di imposizione da 15 a 165 euro annui dell’addizionale in base al reddito. Se invece vivesse a Firenze o a Milano non pagherebbe nulla per effetto dell’ampia fascia esente deliberata dal Comune.
E’ utile sottolineare che la quasi totalità del gettito delle addizionali comunale e regionale è versato da lavoratori e pensionati.
In sintesi:
- Importi dell’addizionale comunale variano significativamente a seconda del comune e del reddito.
- A Napoli, un reddito di 15.000 euro comporta un’imposizione di 165 euro, mentre a Firenze non si paga nulla.
- Importi totali per redditi di 15.000 euro: Firenze 213 euro, Roma 395 euro, Napoli 410 euro.
Osservazioni
Per la Cisl è determinante che i principi di autonomia finanziaria e finanziamento siano realizzati senza aggravi di imposizione fiscale a carico di lavoratori e pensionati, eventualmente prevedendo meccanismi di riequilibrio tra imposizione statale e locale;
Per saperne di più sull’IRPEF leggi la scheda dettagliata IRPEF Cos’è e come si calcola
Fonte: pensionati.cisl.it